PELLIZZA
2005
Biennale di arte cultura e spettacolo
Calendario delle manifestazioni
Facendo
tesoro delle metodologie adottate per l’organizzazione degli eventi
promossi con cadenza biennale a partire dal 2001 (52.688 visitatori) e dal
2003 (8.822 visitatori), viene qui presentato il programma di “Pellizza
2005”, costituito da una sequenza di appuntamenti di arte, cultura e
spettacolo, capaci di dare continuità al lavoro fin qui svolto, in
previsione dell’altro appuntamento importante che il calendario segnala
nel 2007 in occasione del centenario della morte di Pellizza.
Sarà il 2007 un’altra occasione per un vero e proprio evento
a livello nazionale con un programma al quale il Comune di Volpedo e l’Associazione
Pellizza hanno cominciato a lavorare in stretta collaborazione con la Fondazione
Cassa di Risparmio di Tortona e la Provincia di Alessandria.
L’inserimento della Fondazione fra gli enti organizzatori di “Pellizza
2005”, quale partner privilegiato del Comune di Volpedo, offre ulteriori
e più sicure garanzie sul valore delle iniziative.
Il presente programma, pur fermo nei suoi passaggi più significanti,
potrebbe subire alcune variazioni soprattutto per quanto riguarda i tempi
delle singole manifestazioni.
I diversi segmenti del programma, pur avendo una forte valenza culturale,
sono stati pensati e costruiti al fine di garantire l’afflusso di un
pubblico il più numeroso possibile, con ricadute importanti su tutto
il territorio circostante.
Il
taccuino n. 10
Volpedo, Società operaia, via Cavour 63
(sabato 12 febbraio 2005)

Giuseppe Pellizza
da Volpedo, Sul sagrato a Monleale (1893)
Il Rotary Club
di Tortona per celebrare il centenario del Rotary Internazionale si è
deciso a promuovere un’iniziativa di particolare valenza culturale, affidando
al maestro grafico Upiglio di Milano la ristampa in facsimile del taccuino n.
10 di Giuseppe Pellizza, attualmente conservato in una collezione privata.
La copia imitativa del taccuino, inserita in apposita custodia e sposata con
un libretto contenente un breve saggio della professoressa Aurora Scotti, verrà
diffusa in un numero limitato di esemplari. L’intenzione è quella
di favorirne una degna valutazione critica, ma anche di raccogliere le risorse
necessarie per la donazione dell’originale al Comune di Volpedo, paese
natale del pittore.
Un’azione munifica che, in piena consonanza con lo spirito autentico delle
regola rotariana, contribuisce all’arricchimento dello Studio di uno dei
più alti esponenti del movimento divisionista e costituisce un riconoscimento
importante al sistema museale di Volpedo, tra i meglio organizzati e tra i più
vivi nel panorama della provincia di Alessandria.
Dalla introduzione di Gian Franco Petrini, presidente del Rotary club di Tortona
al libro “Giuseppe Pellizza. Il taccuino n. 10”
Il programma della manifestazione prevede interventi della professoressa Aurora Scotti, direttore scientifico dei Musei di Pellizza e del maestro grafico Giorgio Upiglio di Milano. Il taccuino verrà donato da Gian Franco Petrini, presidente del Rotary Club di Tortona, a Pier Angelo Rosa, sindaco di Volpedo, perché venga depositato presso lo Studio del pittore.

La meridiana di
piazza Quarto Stato (ore 11.00 del 31 dicembre 2004)
La valorizzazione
dei luoghi pellizziani e quindi di Volpedo, intrapresa in questi ultimi anni
dal comune di Volpedo e dell’associazione Pellizza, ha largamente contribuito
a recuperi edilizi e urbanistici importanti nel Torraglio, e si è sviluppata
in un rapporto di proficua collaborazione tra istituzioni e privati.
Il recupero della dimensione ottocentesca dei luoghi pellizziani rientra naturalmente
tra tali finalità. In quest’ottica sono stati presi accordi con
la famiglia Fezia per il ripristino sulla parete dello stabile di sua proprietà,
sito in piazza Quarto Stato, della meridiana esistente ai tempi di Pellizza
(di cui sopravviveva soltanto lo gnomone in ferro). Gli studi preparatori e
la predisposizione del progetto esecutivo sono stati affidati all’ing.
Luciano Agnes di Pavia, mentre la realizzazione del disegno è stata effettuata
nel 2004 dal decoratore Claudio Ronchetti di Tortona.
La presentazione della meridiana è anche occasione per l’organizzazione
di una giornata dedicata all’osservazione del sole – con evidente
riferimento all’omonima tela di Pellizza – in collaborazione con
l’associazione di astrofili “Tethys” di Rivanazzano e con
l’osservatorio astronomico di Casasco.
I bambini
interpretano Pellizza
Volpedo, vie del paese
(sabato 28 maggio 2005)

Pellizza 2003: i
bambini impegnati nel laboratorio di “Cento capolavori, cento giochi”
Il Museo didattico,
sito nel Palazzo del Torraglio, inaugurato il primo maggio del 2002, si pone
come strumento privilegiato di cui il complesso museale di Volpedo si è
dotato per avviare un rapporto di collaborazione costante con le scuole del
circondario ma non solo.
Si tratta di un progetto che, prendendo lo spunto dalla personalità di
Pellizza e del suo mondo artistico conduca i ragazzi a “guardare”
in modo attivo e partecipe i capolavori pellizziani per scoprirli in modo piacevole,
curioso e divertente.
Nell’edizione 2003 della biennale il laboratorio “Cento capolavori,
cento giochi”, gestito da un gruppo guidato da Claudio Cavalli e Lucietta
Godi, ha permesso di avvicinare alle realtà museali volpedesi più
di mille bambini e ragazzi delle scuole medie inferiori e superiori del Piemonte
e della Lombardia.
L’iniziativa di questa edizione, proposta dall’animatrice Graziella
Cadore, si rivolge invece ai più piccoli, allievi delle scuole materne
e delle classi elementari del primo ciclo dell’Istituto comprensivo di
Viguzzolo, coinvolgendoli in un laboratorio teatrale e creativo - naturalmente
ispirato ai temi e alle suggestioni delle tele pellizziane - il cui esito finale
è uno spettacolo da mettere in scena tra le vie e nei cortili del paese.
Giuseppe
Pellizza da Volpedo. Paesaggi inediti
Esposizione di oli e disegni
Volpedo, Studio del pittore
(Sabato 27 agosto - Domenica 9 ottobre 2005)

Giuseppe Pellizza
da Volpedo, Il calessino ovvero Il tran-tran Volpedo – Voghera (1903)
Punto centrale
di riferimento di “Pellizza 2005”, come già nelle precedenti
edizioni, resta lo Studio del pittore. All’interno di esso viene quest’anno
ospitata una serie significativa di sue opere, inedite o del tutto sconosciute.
Tra queste emergono alcuni paesaggi sia di età giovanile sia della maturità,
nonché il grande disegno a colori dal titolo “Il tran-tran Volpedo
– Voghera”, finora noto soltanto attraverso una cartolina in bianco
e nero commissionata dall’artista nel 1903.
Quest’ultima opera, scelta come emblema di “Pellizza 2005”,
viene inserita in tutto il materiale pubblicitario e promozionale. Delle opere
esposte è allestito un catalogo a cura della professoressa Aurora Scotti.
Itinerario
pellizziano a Monleale
Segnalazione di nuovi luoghi legati a opere di Pellizza nelle campagne di Monleale
(Monleale, oratorio della B.V. del Gonfalone, domenica 11 settembre 2005)

Giuseppe Pellizza
da Volpedo, Mattino d’ottobre, ovvero Monleale (1905)
“…io non parlo mai d’Arte qui, tranne colla natura che mi
circonda, ma con un muto linguaggio”.
(da una lettera a Vittore Grubicy de Dragon, 1894)
L’itinerario
realizzato nelle vie di Volpedo nel 2001 e che illustra 10 opere di Pellizza
riprodotte sui luoghi in cui sono state dipinte, si arricchisce di due ulteriori
segmenti riguardanti le campagne circostanti il paese, che tanto spazio ebbero
nella produzione dell’artista. A testimonianza della sua presenza assidua
e amorevole, che conosceva il territorio in modo puntuale e approfondito, basti
la citazione di un passo da una lettera all’amico Aristite Arzano, incaricato
nel 1905 di redigere una guida del Tortonese: “Passeggiate da cui si godono
grandiosi panorami si possono fare al monte Poggio di Brinzone su quel di Volpedo,
al Castello di Pozzolgroppo a Monleale e al Monte rosso, sopra il cascinale
Cenelli, in territorio di Monleale. Da quest’ultima località in
un giorno limpido si ha lo spettacolo grandioso delle Alpi che si svolgono per
più che un apparente semicerchio dalle Marittime alle Retiche”.
Uno dei due nuovi itinerari si snoda appunto tra i sentieri e le vigne di Monleale,
cogliendo scorci presenti sia nelle tele e nei disegni pellizziani, sia tra
le sue fotografie, per un totale di 7 installazioni.
La campagna volpedese viene invece valorizzata in questa escursione fuori dalle
mura con la proposta – tra le tantissime suggestioni che il catalogo pellizziano
ci suggerisce – di un itinerario che si snoda verso sud e verso est, andando
perciò verso l’enigmatica ambientazione del “Sole”
pellizziano.

Omaggio al Quarto
Stato, opera in filo di cotone su tela di Marta Colombi
(accademia di Brera, Milano), vincitrice dell’edizione 2003 del premio
Il premio biennale
“Dalle accademie a Volpedo”, istituito nel 2001 in occasione di
“Cent’anni di Quarto Stato”, l’evento che ha segnato
il ritorno a Volpedo del capolavoro pellizziano, vuole segnalare giovani talenti
dell’arte pittorica.
Il collegamento con alcune delle Accademie frequentate da Pellizza (in particolare
Brera di Milano, Carrara di Bergamo, Ligustica di Genova, Belle Arti di Firenze)
si è fatto a questo punto del tutto naturale, con l’intento di
offrire il palcoscenico di Volpedo ai migliori allievi che, scegliendo di entrare
nei non facili territori dell’espressione artistica, si siano formati
in quelle stesse scuole nelle quali il giovane pittore di Volpedo aveva studiato
con profitto nella seconda metà dell’Ottocento.
Il Premio nella sua prima edizione (2001) è stato assegnato a giovani
artiste del nostro territorio (Lucia Conti, Patrizia Fabris, Greta Penacca),
mentre nella seconda è andato a Marta Colombi di Torre d’Isola
(Pv), studentessa dell’accademia di Brera.
La terza edizione è riservata ad allievi iscritti o diplomati presso
l’accademia Carrara di Bergamo (frequentata da Pellizza tra il 1888 e
il 1889), che non abbiano superato il ventottesimo anno di età. Il vincitore
sarà scelto da un’apposita giuria tra cinque candidati selezionati
dai docenti dell’Accademia Carrara. Ai cinque finalisti sarà allestita
una mostra collettiva presso il Salone della Società operaia di Volpedo.
L’esposizione sarà illustrata con un pieghevole a colori. Il premio
consiste in una targa e in un premio acquisto di una singola opera che sarà
poi esposta in modo continuativo, quale omaggio a Pellizza, in un’apposita
sala del museo pellizziano di Volpedo, sito in piazza Quarto Stato.
La mostra resterà aperta nella seconda metà di settembre, secondo
un orario che verrà a suo tempo stabilito e debitamente pubblicizzato.
Volpedo
2001: Il sole della fiumana – prima edizione
Il sole della Fiumana.
Volpedo racconta il Quarto Stato
Laboratorio teatrale “Cesare Bonadeo”
Quarta edizione, a cura di Alfonso Cipolla, Giovanni Moretti, Luca Valentino
(Volpedo, 18 settembre 2005)

L’idea di
un’iniziativa che riuscisse in qualche modo a coinvolgere gli abitanti
di Volpedo, adulti e bambini, in un’azione corale di recupero delle memorie
pellizziane e, attraverso Pellizza, delle proprie memorie, è maturata
all’interno del gruppo dei volontari dell’Associazione Pellizza,
nel momento in cui ci si è resi conto che la pur fervida stagione di
manifestazioni che dal 1994 è stata avviata nel paese con cadenza annuale,
pur del tutto meritoria e in sé apprezzabile, non era mai riuscita a
toccare il cuore e la mente dei volpedesi. E proprio questo era il paradosso:
un paese, depositario di un inestimabile patrimonio culturale, che quel patrimonio
non sembrava cogliere appieno in tutto il suo valore e in tutta la sua forza.
L’idea è stata sottoposta al vaglio di tre professionisti del settore
teatrale, Alfonso Cipolla, Giovanni Moretti, Luca Valentino. Di essa i tre professori
hanno saputo cogliere appieno gli intendimenti e lo spirito, dandole corpo e
anima attraverso un’esperienza non facilmente ripetibile di rappresentazione
teatrale, i cui motivi e la cui trama hanno saputo adattare con intelligente
disponibilità alle misure e ai toni di Volpedo e dei suoi abitanti.
Dopo aver fatto tesoro dell’ampia bibliografia pellizziana e in particolare
dei saggi di Aurora Scotti, dopo aver attinto alle ricerche storiche sulla vita
di Pellizza e della sua famiglia tra Otto e Novecento condotte in questi ultimi
anni da Roberto Capelletti, da Antonio Neri Bruni e da Pierluigi Pernigotti,
i tre docenti e i “narratori” del laboratorio, adulti e bambini
di oggi, hanno saputo innescare un circolo virtuoso che ha favorito la ricomposizione
delle biografie e delle storie dei personaggi che sono rappresentati nel Quarto
Stato, collegando ad essi altri racconti sulla base delle proprie indagini personali
e della propria sensibilità. Brani che i narratori hanno proposto, nei
mesi di maggio e di settembre del 2001, negli angoli più suggestivi di
Volpedo, dando voce alla memoria collettiva di un intero paese.
Si è trattato di un’esperienza di teatro popolare che, condotta
con rigore di metodo, ha avuto un riscontro mediatico eccezionale, ottenendo
altresì un vasto e unanime consenso di critica sia sui quotidiani nazionali
sia sulle riviste specializzate. Il riconoscimento più alto del valore
dell’esperienza teatrale volpedese è avvenuto il 28 giugno 2003
a Rocca Grimalda. In tale data “Il sole della Fiumana” è
stato rappresentato per le vie e le piazze del paese in margine ad un convegno
dal titolo “L’attore e la memoria”, organizzato dall’Università
di Genova nell’ambito delle attività del Corso post-laurea per
la formazione di Promotori dei Beni Culturali per la valorizzazione turistica
del territorio.
Per tutte queste ragioni si riterrebbe importante non lasciar cadere questa
eccezionale esperienza, proponendo una sua riedizione a Volpedo nel corso del
2005, compatibilmente con la disponibilità finanziaria.
Il colore
dei divisionisti
Tortona, sala convegni della CRT
(venerdì 30 settembre – sabato 1° ottobre 2005)

Studio di via Rosano,
tavolozze e strumenti di lavoro di Pellizza
Nell’allestimento
del Museo didattico di piazza Quarto Stato, inaugurato nel 2002, è stata
posta un’attenzione particolare al colore, una chiave di lettura importante
per capire l’opera di Pellizza e, più ampiamente, dei pittori divisionisti.
Con il coordinamento della professoressa Aurora Scotti sono stati condotti in
questi ultimi anni approfondimenti particolari sul colore e sulla tecnica, grazie
anche a sofisticate analisi non distruttive compiute con strumentazioni scientifiche
d’avanguardia se non sperimentali (riflettografie, stratigrafie, analisi
alla fluorescenza X).
Sul colore, sulla sua importanza nell’arte divisionista, sulle tecniche
adottate si intende ora ritornare con l’organizzazione di un convegno
di studi, curato dalla stessa professoressa Aurora Scotti, che veda il coinvolgimento
di docenti e studiosi provenienti da diverse sedi universitarie e da centri
di ricerca, sia italiani sia stranieri.
Un’occasione importante per fare il punto sui risultati conseguiti nello
studio del mondo del colore nella pittura italiana fra Ottocento e Novecento,
ma anche per aprire nuove piste di indagine e di approfondimento.
Le relazioni del Convegno saranno riunite in un volume di atti.
Il carteggio Pellizza - Grubicy
A cura di Sergio Rebora e Aurora Scotti
Angelo Morbelli.
Lettere inedite
A cura di Paul Nicholls, con introduzione di Aurora Scotti
Presentazione dei volumi
Tortona, sala convegni
CRT
(Autunno, data da definire)

Vittore Grubcy de
Dragon in un’immagine del 1908
Vittore Grubicy
de Dragon, (Milano, 1851-¬1920), pittore e apostolo appassionato del divisionismo,
originario di una famiglia nobile ma¬giaro-lombarda, ebbe un ruolo importante
nella biografia pellizziana, insieme con il fratello Alberto. Fu infatti grazie
all’interessamento di quest’ultimo, mercante d’arte e gallerista
in Milano e in contatto con la famiglia Pellizza da cui acquistava il vino,
che il giovane Giuseppe fu incoraggiato a seguire la vocazione artistica e,
sempre grazie ai buoni auspici dei Grubicy, avvenne l’iscrizione all’accademia
di Brera nel 1883 e la frequentazione dello studio del pittore Puricelli, dove
Pellizza mosse i primi passi nella pittura dal vero. I rapporti con Vittore
si svilupparono soprattutto a partire dagli anni Novanta, quando Pellizza, ormai
artista maturo, iniziava a muovere i primi passi nel mondo delle esposizioni
e delle contese artistiche e intellettuali.
Il carteggio tra Giuseppe Pellizza e i Grubicy (più occasionale per quanto
concerne Alberto e relativo agli anni 1883-1903, più fitto e significativo
nel caso di Vittore, 1894-1907) testimonia di un’amicizia cruciale per
l’evoluzione dell’artista divisionista, paragonabile per l’interesse
e la profondità dei temi trattati solo agli analoghi carteggi intessuti
con Angelo Morbelli e con Plinio Nomellini.
La trascrizione del carteggio, curata da Aurora Scotti e Sergio Rebora, autore
del fondamentale testo “Vittore Grubicy de Dragon. Pittore divisionista”
(Milano 1995), viene ora data alle stampe e inserita al numero 4 della collana
“Quaderni” dell’associazione Pellizza.
Premio
Quarto Stato
(Autunno 2005)

Piero Chiambretti,
premio Quarto Stato 2003
Il premio è
stato istituito nel 2001 in occasione delle celebrazioni per il Centenario del
Quarto Stato (1901-2001) perché il messaggio del capolavoro pellizziano,
recepito dai più di cinquantamila visitatori che hanno ammirato la grande
tela nello Studio di via Rosano, si mantenesse vivo nel tempo e continuasse
a restare un’immagine con la quale dialogare e confrontarsi.
Il premio va assegnato a un protagonista del mondo di oggi, un personaggio eminente
che, operando nel variegato mondo dell’espressione letteraria, artistica
e musicale, dell’azione politica, dell’impegno sociale, accetti
di mettere in discussione se stesso e le proprie esperienze in un pubblico confronto,
avendo come sottofondo i temi e le problematiche del “Quarto Stato”.
Il riconoscimento si esprime con un manufatto di pregio, donato dalla C.N.A.
di Valenza, nonché con l’elargizione al vincitore di una somma
in denaro.
L’edizione 2001 del premio è stata assegnata al cantautore Francesco
Guccini, quella del 2003 a Piero Chiambretti.