
Volpedo
- La storia
Le origini di Volpedo si possono far risalire alla popolazione ligure degli
Irienses, prima dell'avvento dei Romani. Nel IV-V secolo vi si è
sviluppare il Cristianesimo, dopo che Tortona si è affermata come centro
diocesano. La costruzione in Volpedo di un tempio, nel luogo in cui ancora oggi
sorge la più tarda pieve romanica, può essere collocata tra il
V-VI secolo. Tuttavia, una ricostruzione veritiera della fisionomia del paese,
è possibile solo in epoca medievale. Vi era un castrum o castellum,
sito in posizione eminente, di impianto circolare, lambito a sud dalle acque
del Curone, protetto da alte mura, cinto tutt'intorno da un fossato e da un
terrapieno che doveva essere dominato dalla rilevante individualità del
castello vero e proprio. In aperta campagna sorgeva la pieve con funzioni di
chiesa battesimale al servizio di diverse comunità della media valle.
L’inglobamento di Tortona e del suo contado nei confini del ducato visconteo
(1347) creò le premesse per l'avverarsi di un fatto che incise sensibilmente
nella storia del paese. Il condottiero Perino da Tortona ottenne dal duca di
Milano il feudo di Volpedo che successivamente donò alla Fabbrica del
Duomo di Milano. A solenne celebrazione dell’evento la Fabbrica milanese
fece scolpire un bassorilievo nel quale il condottiero tortonese è rappresentato
nell'atto di donare alla Vergine il castello di Volpedo. Attualmente è
murato nell'atrio del Municipio (ancora oggi chiamato palazzo Perino). La dipendenza
dall'autorevole istituzione consentì a Volpedo l'autonomia giurisdizionale,
fiscale e amministrativa fino alla metà del Settecento, quando in seguito
al passaggio del Tortonese sotto il Regno di Sardegna e all'avvento dei tempi
nuovi, la Fabbrica non fu più in grado di esercitare i propri diritti.
Il feudo di Volpedo, alienato al Marchese Filippo Guidobono Cavalchini, passò
ai Malaspina nel 1849. Nel corso dell’Ottocento una notevole espansione
urbanistica produsse mutamenti nella fisionomia del centro storico.