Gli
idilli
(progetto incompiuto per un ciclo di cinque opere dedicate al
tema dell'amore, 1896-1901)
Tra
il 1896 e il 1897 Pellizza inizia a delineare un progetto per un ciclo in cinque
opere dal titolo complessivo Idilli. Idillio
primaverile viene iniziato proprio come primo tassello di
questo ciclo poi abbandonato, sicché il tondo verrà concluso come
opera autonoma nel 1901. Il progetto verrà infatti tralasciato a favore
del pentittico dedicato a L'amore nella
vita
Pellizza aveva
cercato anche in vita una diffusione internazionale per le proprie opere partecipando
alle internazionali di Parigi, Monaco, Vienna, Bruxelles, Pietroburgo, Saint
Louis: non espose mai in Inghilterra anche se le opere degli artisti inglesi
e soprattutto dei preraffaelliti non gli erano ignote, ed erano state oggetto
di studio e di discussione artistica soprattutto negli anni 1896-97 quando alcune
di esse erano state esposte a Firenze alla Festa dell’arte e dei fiori
e alla IIa Biennale di Venezia suscitando interesse presso ambienti artico-letterari
interessati allo studio dei quattrocentisti, e che ritrovavano in essi incarnata
l’idea di una pura bellezza. Dei preraffaelliti Pellizza discusse con
l’amico Domenico Tumiati che fu fra i fondatori della rivista letteraria
“Il Marzocco” e per la cui raccolta di versi dal titolo Iris Florentina
disegnò una copertina dal raffinato sapore botticelliano; Tumiati per
primo gli aveva parlato fin dal 1894 del volume di La Sizeranne su Ruskin et
la religion de la beauté, che Pellizza poi acquistò nel 1897;
fu ancora Tumiati a regalare a Pellizza l’edizione italiana (Torino 1898)
di Elementi del disegno e della pittura dello stesso Ruskin, in cui sosteneva
l’importanza dell’educazione a un disegno attento alla precisa analisi
del vero e incoraggiava lo studio di un colore capace di rendere la pienezza
luminosa della natura. Di pittori preraffaelliti Pellizza discusse anche con
Anna Radium Zuccari che con lo pseudonimo di Neera era una delle pubbliciste
più attente alle nuove tendenze artistiche, interessata a sostenere posizioni
idealistiche e simboliste: alla prima biennale di Venezia apprezzò la
Processione di Pellizza, con le fanciulle biancovestite avanzanti verso un primo
piano di luce. Fin dal 1896 commentando l’Annunciazione di Dante Gabriele
Rossetti aveva discusso con Pellizza di una possibile nuova interpretazione
del tema, con l’assenza dell’angelo e con l’espressione della
misteriosità dell’evento affidata alla sola Vergine Maria; e il
20 ottobre 1898 ricordandogli il tema dell’Annunciazione lo stimolava
a raccogliere l’eredità dello scomparso Burne Jones e dell’anziano
Puvis de Chavannes diventando il primo pittore simbolista. In questo contesto
Pellizza incominciò ad elaborò una serie di quadri che riecheggiavano
le apparenti ingenuità e la freschezza della pittura neoquattrocentista
come ad esempio Idillio primaverile che avrebbe dovuto esser il primo di una
serie di idilli dedicati a trattare il tema dell’amore in tutte le sue
sfaccettature.
Dal testo introduttivo di Aurora
Scotti per: Aurora SCOTTI, Ettore CAU e Pierluigi PERNIGOTTI, Un
protagonista del Divisionismo italiano. Giuseppe Pellizza e il suo mondo,
2. ed., Volpedo 2008, catalogo della mostra (Londra, 10 settembre - 17 ottobre
2008) EDIZIONE BILINGUE ITALIANO-INGLESE
"L'albero doloroso": Idillio primaverile,
olio su tela, diam. cm 100, collezione privata
"Il fiore spinoso": Prato fiorito,
olio su tavoletta, cm 88x88, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna
"Il giardino velato": L'amore nella vita,
olio su tela, cm 93x94, collezione privata
"L'incastro nero": L'amore nella vita,
olio su tela, cm 92x92, Torino, coll. De Fornaris presso GAM
"Il sogno": La vecchia nella stalla
(1896), cm 89,5x88,5, Alessandria, Fond. Cassa di Risparmio di Al.