23 giugno 2007

Volpedo, Società operaia

Memorie e scritture di un borgo rurale

Sebbene che siete lontani, o forse per quello…

Lettere di Letizia e Natale Lugano a Flora e Sisto Leoncini

(Volpedo-Torino, 1903-1913)

a cura di Graziella Gaballo e Pietro Porta

 

Un ponte di carta tra Volpedo e Torino

Volpedo, cento anni fa, era proprio un borgo, dove coltivavano con intelligenza la terra…

Inizia così il racconto che Elisa Leoncini fa della sua vita — ricca, intensa e interessante — ma anche della sua famiglia e di un'epoca e che ha affidato, qualche tempo fa, a due amici (il risultato è stato un libro di parole e immagini: Elisa Leoncini, Vite di giusti, per la memoria spese. Storia di una famiglia comunista, a cura di Pietro Porta e Marica Rescia, Milano 2002).

Da Volpedo, e da Elisa, prende l'avvio anche questa pubblicazione, costruita intorno ad un epistolario proveniente dal suo archivio famigliare ed emerso proprio nel corso della ricerca per il libro di cui sopra. Queste lettere costituiscono un ponte tra il paese pie­montese e Torino: da una parte Natale e Letizia (nonno materno e zia di Elisa) e, più sullo sfondo, la nonna materna, Nina, e quella paterna, Carlotta; dall'altra i genitori di Elisa, Flora e Sisto, giovane coppia che, appena sposata, era andata ad abitare, appunto, nel capoluogo piemontese.

(Dalla prefazione di Graziella Gaballo)